Bollo auto storiche 20 e 30 anni: esenzioni, assicurazione e differenze con le auto d'epoca

08 Gennaio 2026 - Lettura di 2 minuti Immagine Bollo auto storiche 20 e 30 anni: esenzioni, assicurazione e differenze con le auto d'epoca

Una guida semplice e aggiornata per capire quando non paghi il bollo sulle auto storiche, come funziona la riduzione del 50% tra i 20 e i 29 anni, cosa cambia per le auto d'epoca e quali vantaggi puoi avere su assicurazione e costi di gestione.

Auto storiche: bollo, assicurazione e differenze con le auto d'epoca (guida 2026)

Il tema del bollo auto storiche crea sempre un po' di confusione: c’è chi parla di esenzione dopo 30 anni, chi di sconti già dai 20 anni, chi tira in ballo auto d’epoca, auto di interesse storico e registri vari.

In questa guida facciamo chiarezza su come funziona il bollo per le auto storiche a 20 e 30 anni, quali sono le esenzioni e le riduzioni previste dalla legge, che differenza c’è con le auto d'epoca e cosa cambia, nella pratica, per bollo e assicurazione.

Auto storiche, di interesse storico e auto d'epoca: cosa dice la legge?

Prima di parlare del bollo per le auto storiche, bisogna capire cosa la legge intende e identifica con tale accezione. In merito a ciò l'art. 60 del Codice della Strada divide i veicoli in:

  • auto storiche e veicoli di interesse storico: ossia tutte le auto iscritte in registri riconosciuti (ASI, Registri Fiat, Alfa Romeo, Lancia, FMI, ACI Storico, ecc.), che possono ancora circolare su strada come le macchine normali. Generalmente queste sono esenti (o soggette ad una riduzione) dal bollo.
  • veicoli d'epoca: vale a dire tutte le auto cancellate dal PRA e destinate alla conservazione in musei o collezioni: non possono circolare per uso quotidiano, ma solo in occasioni particolari e autorizzate (raduni, manifestazioni, ecc.).

La differenza concreta tra auto storiche e auto d'epoca

Un'auto storica è un veicolo di interesse storico (quindi non semplicemente una macchina datata), necessariamente iscritto in un registro storico riconosciuto. A seconda dall'anzianità (minimo 20 anni) queste vetture possono godere dell'esenzione parziale o totale del bollo auto. Al contrario le auto d'epoca sono veicoli destinati esclusivamente a collezioni o musei e che non possono circolare su strada, eccezion fatta in caso di raduni, sfilate o manifestazioni autorizzate.

Volante nero vintage di un'auto storica
Volante nero vintage di un'auto storica

Bollo auto storiche oltre 30 anni: quando scatta l’esenzione

Per capire come funziona l'esenzione dal bollo auto di cui parlavamo sopra è necessario leggere con attenzione l'articolo 63 della Legge 342/2000, per cui su scala nazionale

i veicoli (auto e moto) con più di 30 anni non adibiti a uso professionale sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica di possesso a partire dall’anno in cui compiono il trentesimo anno dalla costruzione (che di solito coincide con la prima immatricolazione).

Quindi:

  • superati i 30 anni, il bollo auto non è più dovuto come tassa di possesso ma
  • alcune Regioni prevedono e dispongono (eventualmente) una tassa di circolazione ridotta, nel caso in cui il veicolo effettivamente circoli. 

In sintesi, l'esenzione dal bollo per le auto storiche scatta in automatico quando il veicolo supera i 30 anni, fatta salva l’eventuale applicazione di tasse di circolazione regionali previste dalla singola Regione.

Bollo auto storiche tra i 20 e 29 anni: riduzione del 50%

Il caso più "delicato" è quello delle auto tra i 20 e i 29 anni, dove non c’è esenzione totale ma può esserci una riduzione del 50% sulla tassa automobilistica. Il tutto è previsto e disciplinato dalla Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art. 1 comma 1048) nel rispetto di alcune condizioni minime

  • il veicolo deve essere di interesse storico o collezionistico, non semplicemente "vecchio";
  • l'auto deve essere iscritta in uno dei registri storici riconosciuti (ASI, ACI Storico, FMI, registri di marca, ecc.);
  • è spesso richiesto il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) annotato sulla carta di circolazione.

Le Regioni si sono adeguate a questo quadro, ma con sfumature diverse: alcune applicano la riduzione del 50% in modo lineare, altre prevedono requisiti aggiuntivi (per esempio che il veicolo sia iscritto a uno specifico registro storico e che il relativo certificato sia annotato sulla carta di circolazione), altre ancora hanno introdotto ulteriori regole locali o modalità di richiesta che possono variare nel tempo.

Un esempio concreto, utile per chi si trova nel territorio di riferimento di Jazzoni, è quello del Lazio: la Regione riconosce la riduzione del 50% del bollo per autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con età compresa tra i 20 e i 29 anni, solo se il veicolo è effettivamente riconosciuto storico e risulta iscritto a uno dei registri previsti dalla normativa (ASI, registri di marca, ACI Storico, FMI, ecc.) e sono soddisfatte le condizioni richieste dalla stessa Regione. In altre parole, non basta che l’auto abbia più di 20 anni: deve essere formalmente certificata come veicolo di interesse storico.

Quindi nella fascia 20-29 anni non esiste un'esenzione totale dal bollo come accade dopo i 30 anni, ma si può ottenere uno sconto importante sulla tassa se il veicolo è in buone condizioni, di interesse storico e correttamente iscritto ai registri riconosciuti, secondo quanto previsto dalla propria Regione. Per questo, oltre alle norme nazionali, è sempre una buona idea controllare le indicazioni aggiornate sul sito della Regione di residenza o rivolgersi a un consulente abilitato prima di fare conti troppo ottimistici.

Fanale anteriore sinistro di un'auto storica di colore nero
Fanale anteriore sinistro di un'auto storica di colore nero

Assicurazione auto storiche: come funzionano le polizze?

Quando si parla di auto storiche, oltre al bollo uno dei temi più interessanti è l’assicurazione. Molte compagnie, infatti, prevedono polizze dedicate ai veicoli storici che, a parità di copertura base RC, possono costare meno rispetto a quelle delle auto "normali".

Queste polizze non sono pensate per chi usa l'auto tutti i giorni per andare al lavoro, ma per chi la utilizza saltuariamente, per raduni, uscite nel weekend o come vettura da collezione. Proprio per questo, insieme al premio più contenuto, prevedono anche regole più rigide, quali:

  • che l'auto abbia un’età minima (di solito almeno 20 o 30 anni);
  • che il veicolo sia iscritto a un registro storico riconosciuto;
  • che il proprietario sia spesso tesserato a un club o a un’associazione convenzionata;
  • che l’auto non venga utilizzata per scopi professionali o lavorativi (niente uso taxi, noleggio, rappresentanza, ecc.)

Se vengono rispettate queste condizioni, la compagnia assicuratrice propone usualmente:

  • un premio annuale più contenuto rispetto a una polizza standard su un’auto coetanea non storica (che quindi non rispetta i requisiti definiti in precedenza);
  • talvolta anche la possibilità di assicurare più veicoli storici con un’unica formula, se il proprietario ha una piccola collezione;
  • un chilometraggio annuo indicativo, anche se non sempre viene controllato in modo rigido.

Di solito è richiesto anche che il proprietario abbia un'altra auto - non storica - assicurata per l'uso quotidiano (proprio perché il veicolo storico è considerato di impiego saltuario).

È importante leggere con attenzione le condizioni di polizza: alcune formule limitano chi può guidare (solo il proprietario, solo maggiorenni, esclusi i neopatentati, ecc.), altre prevedono vincoli specifici sull’uso in città o nei giorni feriali. In sostanza, l’assicurazione per auto storiche può essere molto conveniente se la vettura viene usata poco e rientra nei requisiti richiesti. Se invece l’idea è usarla tutti i giorni come auto principale, difficilmente si riuscirà a sfruttare davvero i vantaggi di una polizza storica.

Le differenze con le polizze per le auto d'epoca

La normativa cambia quando si parla di auto d'epoca in senso stretto. Per queste vetture le polizze assicurative hanno infatti logiche diverse rispetto alle auto storiche circolanti in quanto:

  • non viene usata per la circolazione quotidiana: non è un mezzo di trasporto, ma un bene da collezione che, solo in alcune occasioni specifiche, può circolare in deroga
  • di conseguenza, l’assicurazione viene studiata per coprire soprattutto i rischi legati a queste situazioni particolari come spostamenti occasionali

Per questo le compagnie che offrono polizze per auto d’epoca spesso richiedono documentazione aggiuntiva (certificati, schede tecniche, foto) e tengono conto del valore collezionistico del veicolo più che del suo utilizzo su strada.

Dunque la polizza assicurativa per questa categoria di auto è generalmente ancora più economica, a scapito di una copertura non annuale ma vincolata ad un'occasione.

Auto d'epoca azzurra con tetto bianco esposta in un museo automobilistico
Auto d'epoca azzurra con tetto bianco esposta in un museo automobilistico

Con l'auto storica si risparmia?

Dal punto di vista fiscale ed economico (esenzione totale o parziale del bollo, polizze dedicate convenienti) il quadro può sembrare molto interessante. Tuttavia nella vita pratica di tutti i giorni bisogna considerare anche l’affidabilità e manutenzione, la sicurezza (assenza di tecnologie a bordo) e limitazioni alla circolazione

Per chi usa l’auto solo nel weekend, per passione e raduni, l'auto storica può avere molto senso anche economico. Per chi invece ha bisogno di una macchina tutti i giorni, in città e fuori, spesso è più conveniente (e sicuro) puntare su un'auto usata recente, con consumi contenuti, costi di gestione prevedibili e una buona dotazione di sicurezza.

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